Emoji e Emoticon: il nuovo linguaggio della comunicazione

Le Emoji e le Emoticon sono le nuove espressioni del linguaggio che sono sempre più diffuse nella comunicazione odierna. Sono delle faccine che consentono di esprimere tutte le emozioni che una persona possa provare. Tra Emoji ed Emoticon, tuttavia, esiste una certa differenza. Le Emoticon sono quelle che sono state create per prima nel 1982, per via del del genio informatico di Scott Fahlaman e sono quelle disegnate con la punteggiatura. Sono dei caratteri che possono essere realizzati con qualsiasi forma di video scrittura. Le faccine delle Emoji, invece sono più recenti e la loro presentazione nel mondo della comunicazione, risale alla fine degli anni 90, create da una società di comunicazione Giapponese. L’etimologia di questa parola deriva dall’unione della e (immagine) con mo (scrittura) e ji (carattere) e significa pittogramma. Per essere lette, gli smile hanno bisogno di un software per essere visualizzate. 

Gli smile hanno qualche specifica funzione? Dato che la comunicazione avviene per lo più attraverso la scrittura, l’uso delle di queste faccine consente di semplificare il linguaggio della conversazione, esprimendo le proprie emozioni e non solo. Per questo motivo, le Emoji e le Emoticon, sono considerate come il linguaggio universale della comunicazione moderna. Tuttavia, per via della loro diffusione, queste faccine si trovano al centro di un dibattito sul quale esistono due linee di pensiero: 

  1. Il significato di queste espressioni virtuali è così vario che si pensa che possa arricchire le proprietà di linguaggio;
  2. L’altra linea di pensiero, a causa della semplicità di questa forma di linguaggio, è contraria perchè può impoverire il linguaggio stesso perchè appunto è tutto semplificato con un simbolo.  

Le Emoticon, sono una serie di simboli che per il loro utilizzo, sono semplici ed efficaci ma contestualmente sono una forma di comunicazione accettata solo ed esclusivamente nelle chat. Esistono circa 1600 forme di Emoji ed ogni giorno, si attesta che ne vengono mandate circa 5 Miliardi solo su Messenger.

Nella comunicazione giornaliera, la maggior parte delle Emoji e delle Emoticon più usate, sono gli smile sorridenti, a cui seguono le facce con i baci, i gesti e poi quelle tristi. Queste facce, come nel linguaggio verbale, intensificano il messaggio che si vuole esprimere e con esse, l’espressione scritta, tende ad essere simile a quello parlato. Però facendo un uso eccessivo di questa forma di linguaggio, si tende a perdere la bellezza delle espressioni che la vis mimica facciale è in grado di trasmettere. A ciò, segue una domanda: che rapporto c’è con l’uso di questi simboli? E che effetti producono sui propri interlocutori? Le faccine virtuali variano da soggetto a soggetto e il loro uso, a volte frenetico, tende ad esprimere l’emotività di una persona. Inoltre, permette di evitare fraintendimenti e rimarcare il proprio pensiero perchè rende la conversazione più confidenziale. Ma ci sono casi come la chat lavorativa in cui, l’eccessivo uso delle Emoticon,  è considerato poco professionale, soprattutto considerando che gli interlocutori che interagiscono tra di loro, si conoscano poco. 

Da un’analisi, si evince che il nuovo linguaggio della comunicazione creato dalla presenza delle Emoji e delle Emoticon, ha contestualmente cambiato il modo di interazione tra due o più persone. Sicuramente, questa nuova proprietà di linguaggio, consente di valutare il modo in cui si ci rapporta con gli altri. Ma non succede solo questo. Per di più, il non usare le faccine, può alterare il messaggio stesso che si vuole comunicare. Ed è proprio questo uno dei motivi principali che spinge sempre più la costante presenza degli smile. 

Emoji e Emoticon: il nuovo linguaggio della comunicazione. Trattandosi di espressioni di emozioni, il cervello ha creato una correlazione tra le Emoticon e le emotività che esse rappresentano. Come già detto, rafforzano il messaggio che si vuole esprimere e nell’era del digitale, ha notevolmente accorciato le distanze, gli uni dagli altri, migliorando la stessa forma di comunicazione scritta. Ma eccedere con questa forma di linguaggio virtuale, non alimenta il rischio di perdere la bellezza del parlare a tu per tu? A voi la scelta. 

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