Dejà vu: analisi di una manifestazione psichica

Dejà vu: analisi di una manifestazione psichica. E’ un termine la cui etimologia deriva dal francese e indica la sensazione illusoria di vivere determinate esperienze non ancora accadute, per le quali si immagina che siano realmente avvenute. Tuttavia, consiste in un disturbo psicologico che è causato dall’insufficiente capacità di giudicare gli eventi vissuti nel passato legati a quelli del presente, rimanendo convinti di rivivere un episodio, percependo anche la presenza di suoni, voci e colori. Scientificamente è appurato che il dejà-vu, derivi da diversi scompensi che colpiscono diverse parti del corpo.

Dejà vu: analisi di una manifestazione psichica
Fotografia di Threeelements.

Nello specifico, si parla di: 

  1. Sfera Mnestica, che equivale alla paramnesia, ovvero il ricordo vago e illusorio di determinate situazioni e luoghi, collocati nello spazio e nel tempo che sembra di vivere realmente.
  2. Sfera cognitiva.
  3. Sfera neurologica.
  4. Sfera emotiva.
  5. Sfera affettiva.
  6. Sfera comportamentale.
  7. Sfera sensoriale.
  8. Sfera percettiva.
  9. Sfera cerebrale.

E’ da specificare che questo fenomeno psicologico si presenta in quei soggetti in cui sono presenti due o più disturbi di origine diversa, definendo analiticamente il dejà-vu come un evento che avviene in comorbidità (ovvero la coesistenza di più patologie in un individuo) con altri disturbi, come ad esempio nei soggetti affetti da casi di epilessia. Oppure è presente in coloro i quali  soffrono di ansia, di disturbi dissociativi, di psicosi e schizofrenia. Inoltre, il dejà-vu, si manifesta in maniera in seguito ad un sogno intenso e chiaro e che rimane presente nella memoria a lungo termine. Chi vive questi ricordi onirici, è convinto che siano estremamente reali e non il contrario. Sono delle manifestazioni che si riducono notevolmente, tendenzialmente a non manifestarsi, nell’infanzia e nell’adolescenza. Sono presenti sia nell’uomo che nella donna e si verificano in età adulta. In età senile, il dejà-vu si verifica sia in coloro che godono di buona salute mentale che nelle persone affette da Alzheimer (caso in cui il fenomeno è quotidiano e duraturo nel tempo, a causa della perdita della memori). In questo caso, succede anche che il soggetto faccia confusione tra ciò che crede di aver vissuto e quello che ha veramente visto.

Quante forme esistono? Il dejà-vu è un fenomeno imprevedibile che si basa su reazioni psichiche, somatiche, emotive e dipende dall’interazione dei soggetti con il mondo esterno. Esistono diverse forme dell’evento “già visto”. Vediamo quali:

  1. Dejà visitè, che consiste nella sensazione di essere stati in un  luogo che realmente non è mai stato visitato, con la percezione di conoscerlo perfettamente.
  2. Dejà senti, dove i soggetti hanno la capacità di prevedere tutto ciò che accadrà di li a breve.
  3. Dejà vècu, caratterizzato dalla sensazione di ripercorrere un evento passato con la possibilità di viverlo e affrontarlo in maniera separata.
  4. Jamais vù, che è l’opposto del dejà-vu dove il soggetto è totalmente estraneo ai fatti realmente avvenuti.

Dejà vu: analisi di una manifestazione psichica. In conclusione, il dejà-vu, è inteso come l’alterazione di un ricordo, a causa di “un’errore di sistema della memoria”, falsato dall’emotività e dalla sensibilità del soggetto che lo vive. 

L’immagine di copertina è stata realizzata dal fotografo Threeelements.

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