Comunicare con le mani: cosa rivelano?

Comunicare con le mani: cosa rivelano? Durante un dialogo, i gesti sono in grado di fornire delle informazioni sullo stato emotivo degli interlocutori. Ciò avviene, perchè il cervello ha un legame nervoso con tutte le parti del corpo. Tuttavia, nella comunicazione non verbale, esistono altre parti corporee che consentono di comunicare in maniera più efficace, lasciando la propria “impronta”, rivelando gli stati emotivi di chi parla. Queste parti, sono le mani, considerate come”oggetti esterni al nostro corpo“. Ma come fanno le mani ad esprimere il pensiero che la mente immagina? Le mani, gesticolando, attirano l’attenzione di chi ascolta, aiutando a capire meglio il messaggio, fornendo un’interpretazione sia sociale che culturale. Di seguito, vediamo qualche esempio comune di ciò che vogliono comunicare le mani.

  1. Il gesto più comune è la stretta di mano che indica il saluto.  E’ un gesto sociale, che serve per presentarsi a qualcuno. Avviene sia con una stretta decisa (indicando un carattere forte) che con una stretta debole (indicando a sua volta un carattere mite e poco sicuro).  Ma la stretta mano riserva anche un gesto nobile con il quale serve a stipulare un accordo o a mettere pace tra due persone.
  2. Mani giunte. Sembrano  indicare sicurezza ma spesso indicano un atteggiamento controllato, ansioso o negativo. Più le mani sono sollevate e maggiore è il livello di frustrazione, maggiore sarà la difficoltà a parlare con la persona in questione. Un modo per fare interagire con questa tipologia di interlocutore potrebbe essere quello di offrire qualcosa da bere o fargli prendere un oggetto, in modo da distanziare le mani dal corpo. Esistono tre varianti di mani giunte che l’interlocutore può assumere e sono: le mani giunte davanti il viso, quelle giunte in grembo e le quelle giunte all’altezza dell’inguine.

 3. Mani intrecciate. Se poste vicino al volto, denotano un segno di chiusura. Diversamente, se queste sono vengono allontanate dal volto, per esempio, appoggiandole sul tavolo o sulla pancia, indicano che il malumore sta diminuendo.

 4.Mani dietro la schiena. Comunicano diversi messaggi. A prima vista, inducono a pensare che l’individuo nasconda un aspetto minaccioso o sospettoso. Un altro messaggio che trasmettono, è la sicurezza di sè stessi. Infine, avere le mani dietro la schiena indicano sia un gesto di sottomissione ( quando l’individuo viene rimproverato) che di rispetto ai diretti superiori (si pensi ai militari che assumono la posizione del petto in fuori e schiena dritta).

5.Mani in tasca. Nella maggior parte dei casi, indicano un chiaro segnale di timidezza, ma anche di menzogna. Se però alle mani, è associato il capo chino, serve a trapelare un senso di colpa o di vergogna. Tuttavia, le mani in tasca, possono comunicare l’esatto contrario, ovvero di comunicare qualcosa senza niente da nascondere. 

Comunicare con le mani: cosa rivelano? Nella comunicazione non verbale, oltre alle mani, occorre considerare anche i gesti prodotti dalle dita. Il pollice e l’indice sono le dita che comunicano di più.

  1. Il pollice indica la superiorità, il predominio oltre che l’ego, quando l’interlocutore parla con autocompiacimento, mettendo in questo caso, in mostra il dito. Un senso di sicurezza viene trasmesso quando le mani vengono messe nelle tasche anteriori dei pantaloni, con i pollici in bella vista. O ancora il pollice che esce dalla tasca posteriore, indica il desiderio di dominare la situazione.
  2. L’indice rappresenta il potere, implicando degli ordini, ma il modo di impartire un ordine varia da come viene posto il dito indice. Ad esempio, se il dito viene teso con il palmo della mano in basso, indica una forma di autorità e di ammonizione. Sulla base di ciò, sono stati effettuati degli studi dai quali è emerso che durante un discorso pronunciato davanti alla platea, il dito puntato con il palmo teso verso l’alto, oltre ad essere  un gesto poco gradito allo spettatore, è un “indice”di distrazione dagli argomenti trattati, poichè alimenta sentimenti negativi. L’oratore in questo caso risulta aggressivo. Al contrario, con la mano verso alto, l’ordine impartito dall’oratore, verrà accolto dall’altro interlocutore in maniera più ricettiva, da sembrare meno approfittatore.
  3. Le dita comunque nascondono anche le bugie. Un esempio? Le dita sulla bocca, che durante una conversazione indicano che si vuole omettere la verità.   

Comunicare con le mani: cosa rivelano? Questi sono alcuni esempi in cui la gestualità sottolinea un concetto fortemente espresso dalla comunicazione verbale. Sono tanti i gesti con i quali è possibile comunicare e sono gli unici che non riescono a nascondere niente agli occhi di chi li osserva. 

L’immagine di copertina è stata realizzata dalla fotografa Catia Bonello

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