Tatuaggio: analisi di un segno quasi indelebile

Tatuaggio: analisi di un segno quasi indelebile. Negli ultimi anni, la tattoo mania, si è diffusa in modo esponenziale. Infatti sono numerosi i corpi, sia maschili che femminili, appartenenti a tutte le fasce d’età che esibiscono queste decorazioni. Ogni tatuaggio è personale e diverso dall’altro. Si vedono incisi i propri nomi, frasi lunghe o brevi, in qualsiasi lingua, e disegni diversi, variopinti o monocromo. C’è chi decide di incidersi  gran parte del corpo e chi decide di tatuarsi parti piccole, come segno intimo e personale. Qualsiasi siano i tatuaggi espressi sul proprio corpo, hanno tuttavia origini lontane. Infatti la nobile arte di decorare la propria pelle, risale al tempo delle tribù, dove il tatuaggio era un chiaro segno distintivo, realizzato per riconoscersi e comunicare. Tutt’oggi, nell’era della comunicazione non verbale, dove a parlare sono le immagini, il tatuaggio è un chiaro segno di espressione, atto ad esprimere se stessi. Se l’abbigliamento, tende a marcare la propria identità, affinandola, i tatuaggi spesso e volentieri, tendono a raccontare l’essenza della persona, descrivendo ed evidenziando la propria intimità, oltre che la propria storia. 

Cosa si cela dietro la scelta di incidere sulla propria pelle un tatuaggio?

Le ragioni sono molteplici. Spesso si decide di tatuare una parte del proprio corpo, qualsiasi, in virtù del fatto di aver superato un dolore, o raccontare un evento della propria vita che è cambiata anche grazie ad un lieto evento, come ad esempio la scelta di incidere il nome del proprio figlio/a. Per alcuni, l’incisione del tatuaggio, ha anche  un significato sessuale ed erotico. Esibire un tatuaggio in parti “nascoste, esibendolo con il vedo e non vedo, per alcuni, ha un richiamo di natura selvaggia ed indomabile, tratto tipico dell’eros. Per altri, è anche un segno di virilità, che può essere sexy, dimostrando perchè no, una certa dose di coraggio a distinguersi dalla massa. Questi sono una piccolissima parte di motivi che spinge l’uomo o la donna che sia, a trasformare il proprio corpo in una tela bianca da adornare a proprio piacimento. Come in ogni cosa, esiste il rovescio della medaglia. Infatti succede che non a tutti possa piacere l’idea di vedere un tatuaggio “cucito” sulla pelle. Proprio per questo, non bisogna giudicare chi decide di farsi uno o più tatuaggi ma bisogna rispettare questa scelta, perchè il tatuaggio è una scelta strettamente personale. 

La scelta di incidersi un tatuaggio può condizionare la propria vita?

Tale scelta, oggi è considerata anche come una moda e per seguire la tendenza, si pensa e si decide di incidere un tatuaggio sulla propria pelle. Un atto coraggioso nel farlo, poichè è doloroso e perchè cambia il proprio aspetto fisico. E’ considerato anche autolesionistico (per coloro che non approvano questa decisione, andando quasi contro natura). Per molti, il tatuaggio è un chiaro segno distintivo per affermare il proprio “SE” ma per altri, sopra tutto tra i giovani, è una forma di ribellione, oltre che un modo per farsi accettare da un gruppo. A tal proposito, può succedere che alcuni genitori non condividano questa scelta presa dal proprio figlio. In questo caso, con la forza del dialogo, i genitori (ruolo molto difficile) devono cercare di apprendere se per il loro figlio, il tatuaggio sia una forma di aiuto oppure se sia una decisione presa secondo coscienza. In un buon dialogo, occorre trovare un punto d’incontro, senza imporre con forza un divieto in quanto potrebbe diventare una ragione di scontro generazionale. A volte succede anche che col tempo, l’individuo tatuato, possa pentirsi di essersi dipinto il proprio corpo. Questo avviene nel tempo, dove la crescita personale e la conseguente maturità acquisita, l’uomo assume la capacità di rivalutare le proprie idee e le proprie scelte. In questo caso, il tatuaggio diventa un elemento condannabile in quanto la scelta della sua incisione, sia ritenuta superflua. Infatti, a volte, se non spesso, l’elemento scatenante che comporta a tatuarsi, è dovuto ad un fattore di insicurezza, dove attraverso l’immagine, si comunica un qualcosa che non si riesce ad esprimere attraverso i pensieri e le parole. Nel momento in cui si decide di rimuovere il “disegno pitturato” dal proprio corpo, esistono diverse tecniche. Ad esempio, la natura chimica chiamata peeling o il tatuaggio di natura chirurgica come la dermoabrasione, l’escissione e il curattage. Di natura fisica, sono l’arioterapia, il laser, l’elettrofolgorazione e la coagulazione con infrarossi.

Possono esserci conseguenze per la salute?

Per chiunque decida di incidersi sulla propria pelle un qualsiasi tipo di tatuaggio, (scelta comunque assolutamente rispettabile, essendo ognuno padrone della propria vita), è consigliabile non sottovalutare i rischi dal punto di vista salutare. Altresì, è opportuno rivolgersi a centri che offrano la massima sicurezza dal punto di vista igienico e sanitario. Questo perchè, in caso contrario, si incorre nel rischio di prendere alcune patologie come l’Epatite B, l’Epatice C, il tetano e l’AIDS. Un altro aspetto da considerare è il fatto che l’incisione di un tatuaggio, possa causare la reazione allergica alla pelle, per via di alcuni colori usati, come il rosso e il verde, creando gonfiore e pus. Pertanto è consigliato di effettuare prima un test allergico. Inoltre, le varie punture a cui è soggetta la cute, possono aumentare la presenza di vari virus e batteri, causando nel tempo delle malattie. In conclusione, il tatuaggio è un segno indelebile, sia apprezzato che criticato, ma in ogni caso deve essere una scelta effettuata con coscienza, presa per stare bene con se stessi.

 

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