Arancino, la palla di riso dalle diverse origini

Arancino, la palla di riso dalle diverse origini è per eccellenza un tipico cibo della tradizione culinaria siciliana. Per il nome conferitogli e per l’aspetto, prende spunto dalle arance. Tuttavia, a parte la chiara somiglianza con gli agrumi, gli arancini in base agli ingredienti usati nel tempo per la loro realizzazione, posseggono influenze di vari popoli. Ad esempio, la presenza della “mano araba” è dovuta dalla presenza del riso e dello zafferano. La presenza del ragù è da associare al popolo francese. Ancora, il pomodoro dipende dal popolo spagnolo. Nonostante le diverse varianti degli ingredienti, si attesta che le origini vere e proprie dell’arancino siano da attribuire al periodo della dominazione araba. In questo periodo era abitudine predisporre al centro della tavola, un ricco vassoio di riso allo zafferano, condito da verdure e carne. I commensali, successivamente lo accartocciavano nel pugno e lo mangiavano. La storia tramanda anche che la panatura dell’arancino e la sua forma tondeggiante, è da attribuire alla volontà del re Federico II, goloso di questo piatto. “La palla di riso dalle diverse origini” è diverso nelle forme, nei condimenti e nella pronuncia del suo nome. Se gli arancini vengono prodotti nella Sicilia occidentale, utilizzando il riso giallo perchè aromatizzato allo zafferano, assumono una forma sferica, rendendoli appunto simili ad una piccola arancia, da cui appunto il nome di “arancina”. Se invece, la palla di riso panata, viene prodotta lungo la costa siciliana orientale, la forma che assume è conica (si dice per simboleggiare il vulcano Etna, dove tagliando la punta, esce il vapore ricordando il fumo del vulcano, mentre la superficie croccante e il rosso del condimento, ricordano la lava), utilizzando il riso bianco, senza aroma allo zafferano, attribuendogli il nome maschile di “arancino”. Proprio la pronuncia del suo nome è stato oggetto di una diatriba secolare fino a che è stato reso necessario l’intervento dell’Accademia della Crusca. Se pure storicamente, ” la palla al riso” faccia richiamo alla suddetta arancia, altro prodotto tipico della sicilia, morfologicamente parlando, è una pietanza femminile in quanto gli arabi erano noti chiamare i vari tipi di polpette con un chiaro un riferimento ai frutti a cui somigliavano. In base a queste informazioni, il femminile “arancina”, è usato nella lingua scritta, mentre la forma dialettale maschile “arancinu”, è più comune nel parlato. Questo perchè è tipico per la lingua italiana differenziare con una terminologia femminile il frutto dall’albero (ad esempio pesca/pesco). A confermare ciò, esistono alcuni testi storici che dimostrano che al tempo del Regno delle Due Sicilie, il dialetto siculo chiamasse la palla al riso, “aranciu”, termine che tradotto nella lingua italiana, diventa arancio. A conclusione di ciò, oggi è riconosciuto l’uso di entrambi i termini, confermando corretto il termine “arancino” per la Sicilia orientale e “arancina” per quella orientale.  Oggi, “la palla di riso dalle diverse origini” è considerata come uno dei piatti tipici dello Street Food siciliano. Però, essendo principalmente fritto (ma esistono varianti cucinate al forno, usando uno strato di pasta sfoglia) e considerando che i grassi fritti non sono salutari, è consigliato  consumare questa prelibatezza sicula in occasioni particolari, come feste o ricorrenze varie. Arancino, la palla di riso dalle diverse origini, prodotto tipicamente siciliano, variegato nelle forme, diffuso in tutta l’Italia. 

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