Gaetano Ricotta e la teoria della rana bollita

Gaetano Ricotta e la teoria della rana bollita che significa? Questo principio è stato inventato dal filosofo americano Noam Chomsky per descrivere le società che accettano, loro malgrado la scomparsa dei valori, il degrado, subendo le avversità della vita moderna. A dire il vero non si può dimostrare questo principio su basi scientifiche ma lo possiamo prendere come riferimento per spiegare taluni comportamenti. Perchè la rana bollita? Questo principio serve a spiegare come l’uomo ha la capacità di adattarsi al corso della vita, adagiandosi nel suo quotidiano tralasciandone la qualità.

Adesso andiamo a spiegare quello che ci racconta Gaetano Ricotta e la teoria della rana bollita :

Immaginiamo un pentolone pieno d’acqua fredda nel quale nuota tranquillamente una rana. Accendiamo il fornello e l’acqua comincia a riscaldarsi. L’acqua diventa tiepida e la nostra rana trova abbastanza gradevole il tepore. L’acqua, riscaldandosi ancora di più, comincia a dare fastidio avviando un processo di indebolimento fino a quando la rana non reagisce più alla caloria, morendo. Se la rana fosse entrata quando l’acqua era calda, con un salto sarebbe balzata fuori dal pentolone. Questa è la metafora della vita. Ciò significa che adattarsi non è sempre la scelta migliore da fare ma è la peggiore. Questa teoria la possiamo attribuire a tante situazioni che la nostra vita ci impone e spesso le nostre zone comfort  sono quelle che deteriorano la qualità della vita stessa. Il mondo è nelle mani di coloro che hanno il coraggio di sognare e di correre il rischio di vivere i propri sogni” Paulo Coelho

Ci sono tante situazioni in cui per esempio in una relazione familiare ci si annichilisce con la routine della vita quotidiana, e molto spesso anteponiamo i nostri bisogni al benessere della famiglia stessa tralasciando tutte le nostre necessità. Proprio come ha fatto la rana abituandosi al calore crescente fino a scoppiare. Cosa bisogna fare per evitare di morire come la rana? Semplicemente cambiando il nostro modo di pensare e di agire.

Adesso osservate la vostra situazione come se la dovreste guardare dall’ esterno. Siete in grado di capire se il fuoco lento non stia cuocendo pure voi e quello che la psicologia definisce “stress dormiente” che corrode lentamente la vostra psiche, non vi porti all’auto-distruzione? 

A questa domanda si risponde con la parola cambiamento. Bisogna prendere la vita nelle proprie mani, uscire dalla zona comfort accettando la sfida cambiando rotta per non aspettare che l’acqua diventi troppo calda. Viviamo in una società dove la manipolazione di massa  è arrivata ormai al culmine. L’esempio fulgente sono i mass media e i social network che hanno preso il sopravvento propinandoci messaggi subliminali che il nostro inconscio acquisisce inconsapevolmente. Provate a comprare un prodotto e magicamente vi troverete in mano quello che maggiormente è pubblicizzato. Bisogna lanciarsi riprendendo in mano la nostra vita cercando di non farci condizionare da questi elementi esterni combattendo la manipolazione prima che sia troppo tardi. Il percorso è tortuoso, basta poltrire, camminate piuttosto, perchè non siete più abituati a farlo. Questo è il primo piccolo cambiamento, il non accettare più passivamente la noia, la pigrizia, questo è il primo passo verso l’autostima, e sarà la vostra determinazione a cambiare il tutto, se non volete finire nel calderone della rana bollita. 

Questo articolo è stato scritto da Gaetano Ricotta e redatto da Carmelo Mulone.

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