Mango: frutto tropicale di origine indiana

Mango: frutto tropicale di origine indiana è uno dei frutti tropicali più conosciuti al mondo. La sua coltura risale a circa 4000 anni fa in Asia meridionale ma tra il decimo secolo e l’inizio del diciottesimo secolo, si diffuse prima in Africa Orientale e successivamente in Sud America. Ma oggi, questo frutto asiatico trova la maggior coltivazione nei paesi tropicali. Il mango è il frutto della pianta Mangifera indica e appartiene alla famiglia delle Anarcadiacee, arbusti sempre verdi. La corteccia di questo frutto tropicale è rugosa e rossiccia. Esistono diverse centinaia di mango ma non tutte questo tipo di piante producono frutti. Tale frutto ha una forma ovale caratterizzato da un peso che, si dice che, può variare tra il mezzo kilogrammo e i due kili. E’ variegato nei colori, avendo delle tonalità più o meno accese che variano dal rosso, al giallo e al verde o tutt’al più alla congiunzione di questi colori. All’interno, il mango ha una polpa, dal colore giallo-rossastra. Al palato, risulta essere così molto succoso offrendo un mix di sapori che sembra quasi mangiare pesca, ananas e arancia. All’olfatto ha una fragranza molto dolce. Tutt’oggi è il frutto preferito dagli asiatici, dove viene venduto anche per strada. Il mango o frutto drupa (per la sua consistenza carnosa), viene bevuto anche come succo. Quando non sono maturi, i manghi vengono cucinati e aggiunti o negli stufati o nelle verdure. Simbolicamente, il mango è considerato come il frutto dell’amore poichè la tradizione indiana narra che il dio kama, considerata la più grande divinità, diffondeva amore nel cuore degli essere umani scoccando frecce imbevute di olio di fiori di mango. Anche oggi, la tradizione indù venera il frutto dell’amore. Infatti si tramanda che la sacralità dell’albero della Mangifera, è diffusa ancora oggi, poichè le foglie dell’arbusto vengono usate per adornare templi ma anche ingressi, architravi durante il rito del matrimonio. Questo perchè come allora, esprime floridezza, abbondanza. Nel consumo collettivo, che benefici può trarre questo frutto esotico?

Premettendo che il mango è un frutto pieno di calorie, qualora si effettui una dieta, il suo consumo va controllato oltre che ad essere associato ad un’alimentazione sana ed equilibrata oltre che ad essere correlato ad un’attività fisica e regolare. Tuttavia proprio per la presenza di un numero elevato di zuccheri ed essendo un frutto molto nutriente, il mango è ideale per l’attività sportiva di un atleta. E’ da aggiungere che come altri frutti, anche il mango contiene una serie di vitamine quali:

  1. Vitamina C che ha la funzione di antiossidante che risulta essere un rinforzo per il sistema immunitario;
  2. Vitamina E che è la vitamina antiossidante più importante presente nell’organismo umano, la cui carenza comporterebbe problemi muscolari e neuronali;
  3. Vitamina B9 o acido folico che è  indispensabile per gli acidi nucleici, gli eritrociti e alcuni aminoacidi.

Nel mango sono presenti altre sostanze antiossidanti quali:

  1. Lupeolo che è una piccola molecola dalle proprietà antiinfiammatorie e anticancerogene;
  2. Mangiferina che ha proprietà antivirali, analgesiche, antimicrobiche, neuroprotettive, cardioprotettive, epatoprotettive, antinfiammatorie, antiallergiche e antidiabetiche.

Nel frutto tropicale sono presenti anche una serie di minerali come:

  1. Potassio: è coinvolto in alcuni processi fisiologici come ad esempio la contrazione muscolare, la regolazione della pressione arteriosa;
  2. Magnesio che è indispensabile per il sistema nervoso oltre che per la regolazione del metabolismo dei grassi e per la costruzione dello scheletro.

Tutto il mango, compreso le parti che andrebbero scartate hanno proprietà benefiche. Tra queste vi è il nocciolo dal quale si estrae l’olio di mango, appunto, che a sua volta contiene delle molecole antiossidanti. E’da specificare che il frutto tropicale di origine indiana è anche usato nella cosmesi come cura contro l’acne oltre come utile trattamento per la pelle secca, dove la polpa messa a contatto con la cute, deve interagire per almeno 5 minuti, purificando la pelle nella sua profondità. Dopo di chè occorre sciacquare meticolosamente. Vi è da aggiungere che per chi è soggetto a secchezza della pelle, disidratazione, può incorrere nell’uso del burro di mango che conserva le vitamine e i minerali necessari a curare i problemi dell’epidermide. Altresì, grazie alla presenza delle Vitamine B, è un rimedio naturale contro la secchezza dei capelli e delle doppie punte. 

In cucina come va consumato il mango?

Del frutto drupa va mangiato solo la polpa, poichè la buccia può causare delle forme di dermatite. Il mango può essere ingerito sia fresco che essiccato ma anche cotto (cuocendo la polpa fibrosa nella griglia e servirlo assieme a piatti sia di carne che di pesce). Per essiccarlo, è consigliato mettere i pezzi del frutto in un essiccatore e farli “asciugare” a basse temperature. In ultima analisi è consigliato di non ingerire quantità elevate di questo frutto e non va inserito in un pasto ricco di carboidrati. Mango, il frutto tropicale di origine indiana. Una polpa dal mix di sapori, inebriante per l’odore, considerato come nettare dell’amore.

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